Artigianale: significato, normativa e differenza con “fatto a mano”
Il termine “artigianale” è da sempre associato a prodotti realizzati con cura, attenzione ai dettagli e lavorazioni manuali.
Tuttavia, dal 7 Aprile, il suo utilizzo è regolamentato in modo preciso dalla legge.
In questa guida chiara e aggiornata scopriamo:
- cosa significa davvero “artigianale”
- cosa dice la normativa
- la differenza tra “artigianale” e “fatto a mano”
- quando si può usare questo termine
Cosa significa “artigianale”
Nel linguaggio comune, il termine artigianale viene utilizzato per indicare prodotti realizzati
manualmente o con lavorazioni non industriali.
Tuttavia, dal punto di vista legale, il significato è molto più preciso e legato allo status dell’azienda che produce il bene.
Cosa dice la legge dal 7 Aprile
La normativa stabilisce che i termini “artigianale”, “artigiano” e simili
possono essere utilizzati solo da imprese iscritte all’albo degli artigiani.
Questo vale per:
- descrizioni prodotto
- siti web
- e-commerce
- comunicazione pubblicitaria
L’utilizzo improprio può comportare limitazioni o sanzioni.
Differenza tra “artigianale” e “fatto a mano”
È fondamentale distinguere questi due concetti:
- Artigianale → è una qualifica legale (richiede iscrizione all’albo)
- Fatto a mano → descrive il processo produttivo
Un prodotto può essere fatto a mano ma non essere definibile artigianale secondo la legge.
Quando si può usare il termine “artigianale”
Il termine può essere utilizzato solo se:
- l’azienda è iscritta all’albo degli artigiani
- l’attività rientra nei requisiti previsti dalla normativa
In tutti gli altri casi, è preferibile utilizzare alternative come:
fatto a mano, lavorazione manuale, produzione sartoriale.
Il nostro approccio in Cuciscucilab
In Cuciscucilab realizziamo prodotti con lavorazioni manuali e attenzione sartoriale,
mantenendo uno stile coerente e curato.
Scopri le nostre creazioni:
Nel rispetto della normativa, non utilizziamo il termine “artigianale” in ambito commerciale.

